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I Thamùd, per arroganza, tacciarono di menzogna,
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quando si alzò il più miserabile 1 di loro.
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Il Messaggero di Allah aveva detto loro: «[Questa] è la cammella di Allah, [abbia] il suo turno per bere» 1 .
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Lo tacciarono di impostura e le tagliarono i garretti: li annientò il loro Signore per il loro peccato,
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senza temere [di ciò] alcuna conseguenza. 1 Mostrandole il modo di distinguere la via del bene da quella del male. 2 Il loro capo, che secondo la tradizione si chiamava Qudàr ibn Salif, si offrì di uccidere la cammella (Tabarì xxx, 214). 3 Il profeta Şâlih aveva stabilito che la cammella che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) aveva miracolosamente tratto da una roccia avesse diritto di bere un giorno su due all’unica fonte di cui disponevano i Thamùd. In seguito, però, quelli rinnegarono il patto e uccisero la cammella, suscitando la collera e il castigo di Allah. Vedi anche XI, e la nota.
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